.

Un luogo dove gli eventi sono di casa
La seconda rivoluzione inglese e il governo parlamentare
post pubblicato in Storia moderna, il 8 dicembre 2008


 di Vincenzo Pasculli per esonero Storia moderna Università La Sapienza - Roma 

Tutte le rivoluzioni presentano una sorpresa negli eserciti popolari. Nel ‘600 la vittoria degli eserciti popolari non era cosa da poco. Solo nella rivolta dei contadini tra il ‘400 e il ‘500 c’era stata una organizzazione di massa popolare. Effettivamente per organizzare l’esercito c’è bisogno di una disciplina militare e un forte automatismo. Nell’esercito popolare questo collante era l’ideologia e la religione puritana.

Nella Rivoluzione Inglese si scopre la rivoluzione ideologica e la motivazione ideologica che produce è elemento aggiuntivo nel campo di battaglia. L’idea del segno di Dio viene applicata anche in battaglia.

I rivoluzionari chiesero l’abolizione della camera stellata, l’abolizione della carta regia che applica leggi sommarie e l’abolizione della camera alta.

L’esercito fu il luogo dove si condusse tutte le spinte politiche e religiose che erano dibattute nella società inglese.

L’esercito puritano era una realtà religiosa congregata permanentemente. Esso risolve il problema della congregazione popolare facendo nasce principi di partecipazione democratica. In questo esercito si matura l’idea di repubblica e democrazia. I levellers e i diggers erano coloro che spingevano per queste idee.

I levellers si allearono con gli indipendenti di Crommowell, e si arrivò al “giuramento del popolo” , con idee democratiche e repubblicane. Gli indipendenti sono, inoltre portatori di principi di tolleranza. Con gli indipendenti i Crommowell abbiamo dei protestanti che predicano la tolleranza. Ritenevano che la verità religiosa sia un atto personale ed interno alla sfera religiosa, e quindi lo stato non poteva entrare politicamente ed amministrativamente nella sfera personale.

La prima rivoluzionee era terminata nel 1649 con la decapitazione del re Carlo I Stuart. Dal 1648-49, ossia dalla condanna a morte di Re Carlo I da parte del Parlamento, l'Inghilterra non vedrà mai piu sovrani assolutisti seduti sul suo trono, grazie al potere che il Parlamento aveva rivendicato in reazione alla politica di accentramento posta in atto da Carlo I e dal suo predecessore Giacomo I.

Seguì la semi-restaurazione della monarchia avvenuta in seguito al Commonwealth di Oliver Cromowell semi-restaurazione perché la monarchia non era più assoluta.

Dopo la vittoria di Cromowell quindi, e la sua dittatura(1653) si restaura la monarchia.

L'avventura del Commonwealth terminò nel 1660, quando le truppe del generale Monk marciarono su Londra insediando Carlo II Stuart. La prima preoccupazione di questa restaurata sovranità fu di concedere l'amnistia a tutti coloro che avevano commesso delitti più o meno gravi in nome di taluna o talaltra fazione religiosa, ma contestualmente, di condannare a morte tutti coloro che avevano firmato la pena di morte per suo padre, Carlo I. Come tutti gli Stuart precedenti Carlo II aveva l'obiettivo di rafforzare la monarchia a discapito del Parlamento, obiettivo non facile visto il consolidato e crescente potere di quest'ultimo. Egli si legò allora sempre più anima e corpo al sovrano europeo che in quel tempo spopolava per personalità e gloria, Luigi XIV, facendo sentire al suo paese il peso di questa sua unione di intenti con la Francia cattolica, anche se gallicana, e pioniere della monarchia assoluta per eccellenza. Il Parlamento cercò di tutelare l'integrità politico-religiosa del paese con il Test Act, atto in cui si ribadiva l'inibizione, a chi non fosse di religione anglicana, alle cariche pubbliche e governative; in realtà era un atto mirato verso i cattolici e sarebbe rimasto in vigore fino al 1829.

Con la monarchia ritorna la Chiesa anglicana, cioè l’uniformità confessionale e si sanno diritti politici agli altri protestanti.

I settari vengono colpiti dal codice di cloran che afferma che i dissidenti non possono avvicinarsi alla città, cioè i dissidenti stavano nelle campagne.

Inizia qui la Gloriosa Rivoluzione, nel 1678 la seconda rivoluzione inglese ha inizio. La monarchia impone un re di religione protestante. Infatti vi era nell’ordinamento dinastico la possibilità che un re inglese “cattolico” fosse capo della chiesa anglicana, generando un evidente conflitto.

Guglielmo III, re olandese protestante, accettò l’appello del parlamento inglese e fu eletto re, Questo paese dove si discute sempre di religione, ma dove ce n'è certamente meno di quanto possiate immaginare”.

Giacomo II il cattolico scappo via e la rivoluzione si fece senza spargimento di sangue, proprio come evidenziato dai principi liberali.

Giacomo fuggì in Francia e venne dichiarato abdicatario dal Parlamento, il quale a febbraio 1689 elesse sovrani d'Inghilterra Guglielmo III d'Orange e sua moglie Maria II.

Il primo atto a suggello della neonata monarchia costituzionale mirava a ribadire, le prerogative del Parlamento e quelle del Sovrano, per evitare il ripetersi di tentativi di accentramento del potere: questo atto prese il nome di Bill of rights (Dichiarazione dei diritti). Secondo questa dichiarazione il sovrano non poteva imporre tributi a favore della Corona senza l'approvazione del Parlamento, non poteva mantenere nel regno un esercito stabile in tempo di pace senza il consenso del Parlamento, i membri del parlamento dovevano essere eletti liberamente, in parlamento vi era la libertà di parola.

Il regime diveniva quindi una Monarchia Costituzionale, controllata dall'aristocrazia, dalla gentry e dalla borghesia.

Inoltre nell'Act of Settlement (Atto di Successione) del 1701 si stabiliva che dopo la morte di Guglielmo III d'Orange la corona sarebbe passata alla cognata Anna Stuart quindi ai discendenti di Sofia Stuart nipote di Giacomo I e andata in sposa all'Elettore di Hannover.

Il cambiamento senza violenza (1688) punto fondamentale del liberalismo settecentesco fondato sul principio del compromesso.

Con la rivoluzione del 1688 il potere è spartito e c’è il governo di gabinetto. Il re nomina il primo ministro. Il primo ministro imperò, non può governare senza l’appoggio della maggioranza parlamentare. Quindi il re nomina il primo ministro che ha la fiducia della maggioranza del parlamento. Nasce quindi l’idea dell’istituto del governo parlamentare.

L’Inghilterra diventa una monarchia bilanciata dal parlamento e di fatto nascono due partiti i tories e i whings. I torries sono anglicani, quindi episcopalisti, e grandi proprietari terrieri.

I whigs sono per la tolleranza, liberali con tendenze democratiche e nel’900 diventano, con l’influenza socialista laburisti.

Nel 1689 viene redatto l’Editto della Tolleranza, che stabilisce la libertà di culto per tutti i protestanti e i diritti politici per chi giura fedeltà al re e si comunica secondo i riti anglicani.

Tenuti fuori i cattolici e gli antitrinitari. Viene affermato un sistema che afferma il principio della tolleranza, una tolleranza il più ampia possibile.

Sfoglia novembre        marzo
calendario
adv